LUISS Finance Club (LFC) | Blockchain e Cryptovalute: LUISS Finance Club incontra gli Insiders
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Blockchain e Cryptovalute: LUISS Finance Club incontra gli Insiders

Blockchain e Cryptovalute: LUISS Finance Club incontra gli Insiders

Il 21 novembre è stata organizzata dal Luiss Finance Club una conferenza volta ad approfondire le tematiche inerenti le criptovalute e gli sviluppi della tecnologia Blockchain.

 

 

In effetti, l’avvento di queste nuove monete digitali ha destato sempre più interesse all’interno del mondo della finanza, che ha visto il Bitcoin, primo fra tutte, incrementare in modo vertiginoso il proprio prezzo, fino a superare questi giorni la cifra astronomica di 18.000$ per singolo coin (+1.748% da inizio anno).

 

 

Figura 1, andamento del prezzo per Bitcoin (USD dollars) da inizio anno. Fonte CoinDesk BPI

 

Ma come sono nate le criptovalute e quali sono le implicazioni che la Blockchain potrebbe comportare in futuro?

 

La prima moneta digitale ad essere creata è stata il Bitcoin, nata nel 2009 da un’idea di Satoshi Nakamoto, pseudonimo sotto cui si nascondeva Craig Wright, imprenditore australiano esperto di tecnologie, insieme ad un team di abili programmatori. L’idea di fondo è quella di creare un sistema di pagamento digitale e decentralizzato, dove non si necessita più di un intermediario finanziario, ma attraverso la costituzione di una rete formata da nodi, si è in grado di garantire lo svolgimento delle transazioni, che vengono registrate all’interno di un database distribuito ed immutabile chiamato Blockchain. Questa catena, come dice il nome stesso, è formata da dei blocchi, ognuno dei quali contiene al suo interno delle transazioni che sono state confermate da tutti i nodi della rete. La funzione della Blockchain in particolare è quella di dare un ordine temporale a questa catena di transazioni, evitando il problema del “Double-Spending”. Il bitcoin dunque si configura come la moneta attraverso cui effettuare i pagamenti, che verranno poi registrati nella Blockchain, descrivibile come un libro mastro globale.

 

Bisogna quindi fare attenzione a non confondere le due cose, in quanto il bitcoin si configura come una delle tante declinazioni della Blockchain, tecnologia che oggi trova un suo impiego all’interno del mondo digital currency, ma che non è limitata necessariamente a questo campo di applicazione.

 

IL PROBLEMA DEL DOUBLE SPENDING

 

Alla conferenza tenutasi nella sede Luiss di viale Pola hanno partecipato come relatori: il presidente di Bitcoin Foundation Italia Franco Cimatti, il portavoce di Ethereum Italia Leonardo Maria Pedretti, il Professor Massimo Bernaschi docente di informatica presso la Luiss Guido Carli, ed infine, sotto la veste di moderatore, Emiliano Palermo vicepresidente di Blockchain Edu. Le tematiche trattate hanno riguardato in particolare l’argomento ICO (Initial Coin Offering), l’evoluzione del Bitcoin e di Ethereum, il significato del Fork, concludendo da ultimo con l’avvento degli smart contracts.

Ad aprire la conferenza è stato il Prof. M. Bernaschi, che ha descritto e spiegato il concreto funzionamento del Bitcoin. In particolare si è accennato al problema già menzionato del “Double-Spending: infatti, se da un lato mediante l’utilizzo della tradizionale moneta fisica, dopo aver effettuato un acquisto, non siamo più in possesso di quest’ultima, dall’altro, cosa impedisce al possessore di un bitcoin di spendere più volte la stessa moneta per diversi servizi?

Il Prof. M. Bernaschi durante la conferenza ha fornito un ottimo esempio, che qui riportiamo, in grado di spiegare come il Bitcoin risolva questo problema: “Alice compra qualcosa da Bob (cedendo quindi la proprietà di alcuni bitcoin) e compra qualcosa da Charlie usando gli stessi bitcoin.

È in questo frangente che Bitcoin utilizza la Blockchain, intesa come Distributed Ledger, ossia un registro globale all’interno del quale non vi è più un rapporto di governance centralizzato ma un raffinato meccanismo basato sul consenso dei partecipanti.

 

In sostanza quindi come viene risolto il problema del “Double-Spending”?

 

Tornando all’esempio del Prof. Bernaschi, Bob non tenta di verificare la transazione da solo ma chiede a tutti di partecipare alla verifica. Bob trasmette a tutti la possibile transazione e chiede di aiutarlo a determinare se è legittima. Quando un numero sufficiente di partecipanti conferma che quei bitcoin appartengono ad Alice, Bob assume che la transazione sia accettabile ed accetta i bitcoin. A questo punto tutti aggiornano la block chain con la nuova transazione. Se Alice tenta di spendere gli stessi bitcoin con Charlie, altri partecipanti lo noteranno ed indicheranno che c’è un problema con quella transazione”.

 

FORK E SCALABILITA’

 

A seguire l’intervento del presidente di Bitcoin Foundation Italia Franco Cimatti, che ha parlato del recente Fork avvenuto su Bitcoin. Tramite questa operazione è stato possibile effettuare un upgrade del software dei nodi, accompagnato in alcuni casi anche da un cambiamento dei protocolli BTC. Dal momento che parliamo di un sistema decentralizzato, il punto cruciale risiede nel fatto che il fork dovrà essere approvato dalla maggior parte dei miners affinché sia valido. Il problema dunque si presenta nel momento in cui non si riesce a trovare una scelta condivisa da tutti, cosa che ha portato Bitcoin a una doppia scissione: la prima, avvenuta in agosto, ha dato vita a Bitcoin Cash, la seconda, invece, a Bitcoin Gold. In realtà più che di scissione possiamo parlare di vera e propria duplicazione: infatti, qualora non si giunga ad una decisione consensuale tra i miners, parte di questi possono staccarsi dalla Blockchain madre per andare a formare un’altra catena sfruttando il codice sorgente della stessa Blockchain da cui provengono. I possessori di BTC, quindi, in seguito ai fork, hanno visto duplicare la propria moneta, aggiungendosi ai Bitcoin originariamente posseduti, prima un equivalente in Bitcoin Cash e poi in Bitcoin Gold.

Il problema della “Scalabilità” è sicuramente tra le cause principali che hanno portato a questa drastica decisione. Infatti la Blockchain di Bitcoin presenta dei blocchi che hanno capienza massima di un megabyte. Col passare del tempo le transazioni effettuate in Bitcoin sono aumentate in proporzione alla sua diffusione su scala mondiale, portando sostanzialmente ad una saturazione della rete, dove il numero di transazioni effettuate ogni secondo ha raggiunto il limite di capacità del blocco, causando un generale rallentamento del sistema.

Aumentare semplicemente la capienza del blocco non sarebbe sfortunatamente una soluzione possibile per quanto facile da applicare, dal momento che implicherebbe un appesantimento generale della Blockchain, andando dunque a compromettere le fondamenta del sistema nel suo complesso.

 

ETHEREUM E GLI SMART CONTRACTS

 

Come è stato descritto in apertura, il Bitcoin ed in generale le criptovalute sono solo dei possibili modi in cui la Blockchain può esprimere il proprio potenziale, ma non l’unico. Grazie ad Ethereum, in effetti, è stato fatto un ulteriore passo in avanti: è stata creata <<una Blockchain con un linguaggio di programmazione, costruita al suo interno e Turing-complete, che permette ad ognuno di scrivere Smart Contracts ed applicazioni decentralizzate dove stabilire le proprie regole arbitrarie per la proprietà, i formati delle transazioni e le funzioni di transizione di stato>>, citando il portavoce di Ethereum Italia Leonardo Maria Pedretti.

 

Ma cosa intendiamo per Smart Contracts e in che modo interagiscono con le ICO?

 

Tradotto significa “contratto intelligente” e <<quando fatto girare sulla blockchain, diventa un programma operativo in modo automatico che viene eseguito quando si verificano delle specifiche condizioni>>. La forza che sta dietro al concetto di Smart Contract è insito nella natura dello stesso: essendo infatti un <<software scritto su un database condiviso (blockchain) sicuro>>, esso può essere eseguito solo come programmato, senza dunque intercorrere nella possibilità di modifica o frode. I campi applicativi dove possono trovare posto gli Smart Contracts sono innumerevoli e primo fra tutti quello dell’ICO: l'”initial coin offering” infatti si attua mediante l’ausilio degli Smart Contracts, che garantiscono la gestione e la distribuzione di token agli investitori che hanno deciso di aderire al progetto proposto dalla criptomoneta in questione, finanziandola direttamente tramite altri coin. L’ ICO dunque si configura come una sorta di crowdfunding, in cui l’unica garanzia fornita dagli investitori consiste negli Smart Contracts e nell’immutabilità stessa della Blockchain.

 

Infine la conferenza si è conclusa con una sessione di Q&A tra i relatori ed il pubblico, che ha innescato uno stimolante dialogo tra i partecipanti, dando modo ai presenti di confrontarsi sulle tematiche trattate.

 

Di Edoardo Liconti

 

 

FONTI:

http://www.ethereum-italia.it/?p=322#post-322-footnote-2

https://bitcoin.org/bitcoin.pdf

WHITE PAPER

https://www.eticaeconomia.it/una-descrizione-quasi-informatica-del-funzionamento-di-bitcoin/